La Ricostruzione

Sul Summano non restarono che rovine, ma nel 1877 in ricordo del centenario del trasporto della Vergine in Santorso, migliaia di devoti salirono tra le storiche macerie,

Nell'agosto 1892 si cominciò a costruire il coro sulle antiche basi, nel dicembre dello stesso anno si cominciò a costruire la mulattiera che fu migliorata durante la prima guerra mondiale.

Il 20 agosto del 1893 con la strada completata, venne trasportata in processione la nuova statua di Maria Ausiliatrice da Santorso al Summano, e venne collocata sul coro appena ricostruito, vi parteciparono il Procuratore Generale da Roma dei Padri Girolimini e anche il Priore Generale, ben lieti di veder rinascere la Chiesa che dovettero abbandonare 119 anni prima. Venne inoltre inaugurata una Croce in legno che gli abitanti del Tretto vollero erigere sulla cima più alta del monte.

Il 18 agosto del 1894 i Padri Girolimini tornarono a Santorso, in un convento e si occuparono del santuario di S. Orso e di quello del Summano.

Nel 1895 e precisamente in ottobre, si fecero degli scavi per rintracciare il corpo del Beato Antonio da Brescia, ivi sepolto come si disse verso il 1500; ma l'esito fu negativo; si rinvennero invece 5 scheletri umani, che giacciono ora sepolti sotto il pavimento della chiesa presso l'altare di S. Girolamo

I Padri ripresero la costruzione delle navate della chiesa e nel 1896 fu completata,

il 15 agosto 1896, la chiesa era al coperto. A settembre a causa di una bufera crollò il muro a nord della chiesa e rovinò i 3 archi della navata e un fulmine abbattè anche la croce. Tra settembre / ottobre 1896 la popolazione del Tretto e di Santorso ricostruì un'altra croce ancora più alta munita di parafulmine. In 4 mesi con l'aiuto della popolazione, la chiesa fu ricostruita con in più 5 stanze per ospitare i frati.

Il campanile, il pavimento, i serramenti, i mobili furono costruiti più tardi. L'altare a destra in marmo di Chiampo, dedicato a S. Prosdocimo, con la statua in legno che lo rappresenta, dono del defunto Don Prosdocimo Prosdocimi, fu inaugurato il 30 Agosto del 1908. L’altare a sinistra in marmo rosso di Piovene, dedicato a S. Girolamo, patrono dell'ordine dei frati di beato Pietro da Pisa, dono del defunto cav. Francesco Zanella e della Sig. Anna Magnabosco, fu inaugurato nel 1912.

Le due statue, che raffigurano i santi e campeggiano nelle nicchie dei rispettivi altari, sono una riproduzione delle precedenti sculture che erano poste ai lati dell'altare settecentesco della chiesa, poi trasportato nel 1777 ai piedi del monte e collocato nel santuario dedicato a Sant'Orso.

Entrambi gli altari hanno il frontone sormontato da due angeli. Nell'altare di San Prosdocimo, i cherubini sostengono una ghirlanda, simbolo onorifico. Il timpano ha rappresentati in rilievo una mitria, simbolo episcopale.

Nell'altare di San Girolamo, dove fronteggia sul timpano lo stemma dei frati Girolamini, gli angeli sostengono un volume, cioè il libro, la Vulgata, alla cui traduzione il santo lavorò per buona parte della sua vita.

Nel 1915 la guerra sospese il culto del Santuario e nessuno potè più salire sul monte Summano senza speciali permessi, specialmente sulla sommità dove, abbattuta la croce, furono posti dei cannoni per difesa contraerea.

Il 20 reggimento Artiglieria da costa al comando del capitano Cattaneo con la 42A compagnia telegrafisti presiedeva la cima.

Con rifugi, trincee, gallerie, osservatori e cannoni dal 1917 al 1918, trasformarono il Monte Summano in una piccola fortezza.

La Chiesa serviva da dormitorio alle truppe e agli operai e non subì danni gravi causati da bombardamenti.

Nel maggio del 1919 si cominciarono i restauri della Chiesa sotto la direzione del colonello E. Labrun e terminarono il 14 settembre dello stesso anno. La Chiesa non subì danni durante la prima guerra mondiale.

al goniometro a quota 1299
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fanteria francese in marcia

Santa Messa a quota 1299

Sua Maestà Altezza Reale a quota 1299